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La Terza Età

Cultura Over65: alimentazione, movimento e tabù

Una buona percentuale di persone considerate anziane (oltre i sessantacinque anni d’età) sono guidate, come la maggior parte degli esseri umani, dalle idee convenzionali, quelle tradizioni cristallizzate e accettate dal pensiero condiviso, le stesse che convincono molti che l’attività fisica vada praticata soltanto dai giovani e che dopo i sessant’anni è impossibile trarre dei benefici dalle attività sportive, anzi può addirittura essere pericoloso. Mentre, fare attività fisica in modo costante durante la giovinezza favorisce senza dubbio il benessere dell’organismo, queste le idee diffuse.
Sorprende comprendere che praticare movimento aiuta a prevenire tantissime malattie ed è possibile ottenere dei benefici, anche allenandosi in età più avanzata. Adottare un corretto stile di vita, che include una sana alimentazione, aiuta a prevenire molte malattie e consente di invecchiare restando in buona salute. “Siamo quello che mangiamo” asseriva nell’ottocento il filosofo tedesco Ludwig Feuerbach, sostenendo che un popolo può migliorare se migliora la propria alimentazione.
Lo stato nutrizionale incide sulla qualità della vita per ogni individuo. L’alimentazione può rappresentare un fattore di rischio determinante per numerose malattie cronico-degenerative. Promuovere dunque una sana alimentazione e uno stile di vita attivo in tutte le fasce di età, dai bambini molto piccoli agli anziani, risulta essere un obiettivo importante da perseguire.
L’invecchiamento non è una malattia, ma una condizione fisiologica, una fase della vita. Partendo da questa premessa abbiamo strutturato un’indagine su base Nazionale, attraverso la metodologia CAWI, (Computer Assisted Web Interviewing), ovvero una metodologia di raccolta dei dati che si basa sulla compilazione di un questionario via web fornito attraverso un link, un panel o un sito web. Considerando il difficile periodo storico in cui stiamo vivendo, caratterizzato dal virus denominato SARS-CoV-2, o meglio conosciuto come COVID – 19, ci è sembrata la soluzione più opportuna, incentrando soprattutto la percezione personale di soggetto anziano e di attività fisica.

Il Sondaggio

Dati aggiornati al 5 Luglio 2021